Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà ultimo 2023

Stai cercando Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà, oggi condivideremo con te l’articolo su Come la CINA è diventata una potenza MONDIALE è stato compilato e modificato dal nostro team da molte fonti su Internet. Spero che questo articolo sull’argomento Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà ti sia utile.

Guarda il video Come la CINA è diventata una potenza MONDIALE


Puoi visualizzare altri contenuti su Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà sul nostro canale YouTube: Fai clic qui

Descrizione Come la CINA è diventata una potenza MONDIALE

Il mio Podcast “Storie di Geopolitica” (sulle principali piattaforme di podcasting):

Come ha fatto la Cina a diventare una superpotenza economica in così poco tempo? Per rispondere a questa domanda dobbiamo guardare all’operato di Deng Xiaoping, il “capo architetto” che riuscì a risollevare un paese devastato dalle politiche di Mao Zedong alla fine degli anni Settanta. La Cina oggi è la seconda economia mondiale e presto diventerà la prima. Se ciò avverrà, sarà merito anche in parte delle politiche riformiste e pragmatiche di Xiaoping. “Non importa di che colore è il gatto, l’importante è che acchiappi il topo”. Una frase che riassume in breve l’allontanamento dall’ideologia socialista maoista a quella di apertura verso il libero mercato da parte di Deng.

Per supportare il canale puoi farlo in quattro semplici modi:
– tramite abbonamento su Patreon:
– tramite abbonamento su Youtube:

– tramite donazione singola su Paypal:
– tramite donazione singola in Bitcoin al seguente indirizzo: 398ttUUJ92tnbok4ZKGznzfud5kQYRDwG9

La community Nova Lectio:
Instagram:
Discord (Circolo di Mecenate):

Motion graphic realizzata da Alberto Lodi:

Fonti utilizzate:
Coase (2013), How China Became Capitalist.
Mühlhahn (2019), Making China Modern: From the Great Qing to Xi Jinping.
Mezzetti (2006), Da Mao a Macdonald’s.

Un ringraziamento speciale all’aiuto di Paolo Arigotti, laureato in Storia Contemporanea, per l’ottimizzazione e l’indicazione delle fonti. Per altre info su Paolo:
Facebook.com/paoloarigotti
Istagram paolo_arigotti_writer
Youtube

Domanda su Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà

Se hai domande su Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà, faccelo sapere, tutte le tue domande o suggerimenti ci aiuteranno a migliorare nei seguenti articoli!

L’articolo Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà è stato compilato da me e dal mio team da molte fonti. Se ritieni che l’articolo Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà ti sia stato utile, supporta il team Mi piace o Condividi!

Valuta gli articoli Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà

Valutazione: 4-5 stelle
Valutazioni: 2289
Visualizzazioni: 9194769 4

Cerca parole chiave Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà

Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà
modo Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà
tutorial Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà
Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà gratis
[title_words_as_hashtag]

Fonte: https://www.youtube.com/watch?v=n5vIhOA60TM

Related Posts

default-image-feature

Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà ultimo 2023

Stai cercando Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà, oggi condivideremo con te l’articolo su eCommerce Caffè : Come usare l'intelligenza artificiale per l'eCommerce è…

default-image-feature

Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà ultimo 2023

Stai cercando Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà, oggi condivideremo con te l’articolo su Come Rendere SPETTACOLARI le Luci di Natale con o senza…

default-image-feature

Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà ultimo 2023

Stai cercando Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà, oggi condivideremo con te l’articolo su Le novità introdotte con il d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150…

default-image-feature

Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà ultimo 2023

Stai cercando Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà, oggi condivideremo con te l’articolo su LA REALTÀ NON ESISTE | GIANMARCO ZAGATO è stato compilato…

default-image-feature

Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà ultimo 2023

Stai cercando Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà, oggi condivideremo con te l’articolo su Da FULL HD a 8K si può fare! LA TECNOLOGIA…

default-image-feature

Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà ultimo 2023

Stai cercando Intelligenza Artificiale Cos’È Davvero Come Funziona Che Effetti Avrà, oggi condivideremo con te l’articolo su Editing Audio (Effetti, Tracce, Mixer e Essential Sound) in Premiere…

This Post Has 24 Comments

  1. La seconda volta, mi è stato più facile sciogliere questo problema: quando dici Cina, a volte sembra proprio tu dica Cia

  2. Eccepisco che lo sviluppo lungo la costa non fosse pianificato..Gli oligarchi erano di fatto dei funzionari politici o familiari di questi (nepotismo)

  3. La Cina una nazione dove 50 anni fa si poteva ancora morite di fame , oggi il popolo cinese ha superato gli USA per aspettativa di vita…… Che dire, forse esistono altri modi di governare una nazione diversi dalla "democrazia occidentale" ma molto, molto più efficaci ed equi.

  4. State rendendo un grandissimo servizio contro l'ignoranza che spopola nel web e nei talk show televisivi… Oggi molti lodano la cina ma non sanno che l'occidente ha contribuito enormemente a fare di lei un potenza… Poiché il comunismo.conduce inevitabilmente alla povertà…

  5. Sarebbe meraviglioso un tuo lavoro sul TIBET, la sua millenaria e segreta storia e purtroppo anche il suo tramonto a causa della Cina. Ho da poco finito di leggere sette anni in Tibet e questo mi ha lasciato tanta curiosità ma anche tanto amaro.
    Complimenti sempre per la qualità.
    Grazie ancora.

  6. Finalmente un video che spiega agli ignoranti che la Cina non è più un paese comunista, e che è diventata una potenza capitalistica come tutte le altre.

  7. Non sono completamente d'accordo, ma a casa loro fanno come gli pare, noi siamo forse messi meglio?

  8. Il pensiero Marxista-Leninista è rimasto al centro della struttura politica cinese. Facendo un analisi di classe e politica delle strutture del Partito Comunista, non vi è stata una rottura vera e propria tra il periodo Maoista e il periodo Dengista nè tra il periodo "tecnocratico" dominato dalla fazione della Clique di Shangai (Deng Xiaoping e Jian Zemin) e il periodo "populista" cominciato alla fine dell'amministrazione di Hu Jintao e arrivato al suo apice nell'amministrazione diretta da Xi Jinping e Li Keqiang. A dir la verità, le "rotture" non sono altro che affinamenti della teoria Marxista strutturale di potere; nella quale viene evidenziato – all'epoca di Deng – come il livello di sviluppo delle forze produttive della Cina non permetta l'espressione puramente genuina dei valori socialisti, e che quindi uno sviluppo delle forze produttive prende il sopravvento come concetto per lo sviluppo stesso del socialismo. Per quanto sia vero che l'amministrazione di Deng Xiaoping assunse caratteristiche più o meno "tecnocratiche", non avvenne una rottura col Marxismo. Semplicemente, il Partito sviluppa la teoria delle diverse fasi di sviluppo del socialismo e riconosce che le caratteristiche dell'economia e della società cinesi sono troppo immature per lo sviluppo di un socialismo vero e proprio; riaffermando la teoria Marxista originale secondo la quale un paese non può passare dal feudalesimo direttamente al socialismo e sottolineando come le strategie della classe operaia per la costruzione del socialismo debbano essere adattate alle condizioni storiche, sociali, geopolitiche ed economiche di ciascun paese. Dunque il PCC ha identificato come negli anni '80 la Cina si trovasse solo nella fase primaria del socialismo, dove la contraddizione primaria non era più la disparità tra la classi ma piuttosto il basso livello di sviluppo delle forze produttive e la relazione economica subordinata all'imperialismo occidentale. Se è vero che Deng Xiaoping aprì la Cina al mercato, ciò non vuol dire assolutamente che la Cina sia diventata uno Stato capitalista. La classe capitalista nazionale era già stata accettata da Mao, e fu solo durante il periodo della Banda dei Quattro che in modo fallimentare si è cercato di "saltare" le fasi di sviluppo della società, per raggiungere subito il comunismo. In rivincita, con l'amministrazione di Xi e Li, semplicemente vi è la realizzazione del fatto che la Cina ha ormai sviluppato le forze produttive in maniera sufficiente da poter passare dal cosiddetto stadio primario allo stadio intermediario dell'evoluzione socialista; e difatti le politiche promosse dal PCC nell'ultimo periodo ne riflettono l'evoluzione: se prima lo sviluppo economico veniva considerata la contraddizione principale, con lo sviluppo sufficiente delle forze produttive essa diventa una contraddizione secondaria; mentre oggi lo sviluppo "armonioso" della società e la riduzione delle differenze di classe ritorna ad essere al centro dell'analisi Marxista delle contraddizioni (infatti nell'ultimo Piano Quinquennale sviluppato dal PCC non vi è più un obiettivo chiaro, con un tasso di crescita economica pianificato in modo preciso, ma si parla piuttosto di sviluppo armonioso e di equiparazione dei livelli di sviluppo delle varie provincie). Tutto ciò fa parte di un piano centennale del Partito per arrivare al comunismo. Dunque, fin dalla nascita della Repubblica Popolare Cinese fino ad oggi, il Marxismo è rimasto il cuore della visione filosofica e politica del Partito.

    Detto ciò, i comunisti stanno riuscendo nell'impresa di eliminare completamente la povertà in un paese che ha il doppio dell'intera popolazione europea. Dalla svolta di Deng Xiaoping a oggi il PCC ha sollevato 700 milioni di persone dalla povertà; e senza intraprendere alcuna guerra imperialista, a differenza delle potenze occidentali. In Europa, invece, a fronte di circa 700 milioni di abitanti, sono a rischio di povertà o esclusione sociale almeno 100 milioni di persone. Un esempio di come si proceda in Cina per eliminare la povertà è dato dal fatto che nel 2007 sono state eliminate tutte le tasse e imposte per i contadini autonomi dei distretti e province più poveri delle regioni centrali e occidentali del paese dove vive una popolazione di decine di milioni di persone. Se nel 1949 l'aspettativa di vita media cinese era di 40 anni oggi è di 71 ani e a Pechino è di 80 anni. Inoltre, in Africa, dopo secoli di dominio occidentale, la Cina si è inserita nel continente in maniera differente rispetto ai suoi predecessori e ha impostato il rapporto con i paesi africani ponendosi sullo stesso piano ed eliminando quindi il classico approccio occidentale caratterizzato dalla visione dell’Occidente quale parte industrializzata, civilizzata e superiore che porta nuovi valori, nuove conoscenze, cibo e cure mediche ai paesi del Terzo Mondo. Il rapporto cinese si basa sulla collaborazione e, a differenza dei paesi occidentali, richiede ben pochi requisiti per stringere dei legami. Pechino ha fortemente aumentato l’aiuto che fornisce in diverse forme, come assistenza tecnica, basata sulla formazione in istituzioni cinesi, doni, prestiti senza interesse e prestiti a condizioni preferenziali che comportano un abbuono d’interesse e riduzioni del debito, nonché cooperazione su operazioni di peace-keeping e attività antipirateria. La Cina ha cancellato ingenti debiti e liberato paesi interi dalla schiavitù del Fondo Monetario Internazionale e dell'imperialismo occidentale. I comunisti stanno così favorendo la crescita del Terzo Mondo, nell'ottica di una politica basata sulla cooperazione e sulla coesistenza pacifica e soprattutto sulla lotta all'egemonia statunitense nel mondo.

  9. La Repubblica Popolare Cinese non ha mai messo in discussione il primato della proprietà statale e del settore collettivistico, che ancora oggi mantengono una larga egemonia. Il 3 settembre del 2007 il Quotidiano del Popolo di Pechino, l'organo di stampa più prestigioso del PCC, ha riportato che nel 2006 le 500 imprese più grandi della Cina (ivi comprese banche, settore petrolifero, e degli armamenti, ecc.) controllavano e possedevano l'83,3% del PNL cinese, in netto aumento rispetto al 78% del 2005 ed al solo 55,3% del 2001: tra questi 500 grandi colossi, 349 e quasi il 70% del totale sono di proprietà statale, in modo completo o con una quota di maggioranza della sfera pubblica. Il giro d'affari e le vendite delle imprese statali risulta di 14,9 migliaia di miliardi di yuan su un totale di 17,5 migliaia di miliardi di yuan di vendita globale collezionati dalle prime 500 imprese, pari a circa l'85% dell’insieme del giro d'affari della ricchezza prodotta da queste ultime; visto che la quota dei “500 big” sul prodotto nazionale lordo cinese era pari al sopracitato 83,3%, la quota percentuale delle 349 imprese statali sul PIL cinese ufficiale risultava pari a più del 70% e quasi tre quarti della ricchezza globale cinese. Vige il totale monopolio statale del settore militare-industriale, spaziale e telecomunicazioni. Controllo pubblico totale anche sulla ricerca scientifica e sul settore high-tech. Rimane anche il possesso e controllo statale della stragrande maggioranza delle risorse naturali del paese, a partire da quelle idriche ed energetiche.
    Nonostante una tendenza alla liberalizzazione dei prezzi, lo Stato mantiene il potere reale di fissare «dall'alto» per via politica i prezzi di alcuni beni e servizi, come è successo nei primi mesi del 2008 per alcuni beni popolari essenziali come benzina, grano, latte e uova al fine di combattere la crescente inflazione (misure analoghe sono state prese nel 1996 e 2003) e mantenere (se non accrescere) il potere d'acquisto popolare. I salari sono aumentati di almeno sei volte negli ultimi tre decenni, come ammesso a denti stretti da studiosi anticomunisti come F. Zakaria; ciò in modo decisamente asimmetrico rispetto all'Italia (dove tra 2000 e 2013 il reddito dei lavoratori è addirittura calato) ed al mondo occidentale. Le donne vanno in pensione a 50 anni, gli uomini a 60 anni (in Italia per entrambi i sessi si va per i 67 anni). Il tasso di disoccupazione complessivo si attesta intorno al 4,1% (in Italia è cronicamente oscillante sul 10%). Secondo un'indagine condotta dalla banca elvetica Credit Suisse, nel 2013 il salario medio mensile dei giovani 30enni cinesi è di circa 1.100 euro, il 15% in più rispetto ai loro genitori. Quello dei trentenni italiani? Per quei pochi che lavorano è di 830 euro. Per quanto riguarda la fascia dei giovani tra i 18 e i 29 anni il tasso di disoccupazione è al 4,1%. In Italia il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 43,9%. Il Fondo Monetario internazionale (dati del 2004) ha poi stimato che se già nel 1980 le cooperative non agricole di villaggio impiegavano circa 30 milioni di lavoratori, nel 2003 la cifra era salita a 130 milioni di unità lavorative rimanendo quasi invariata negli ultimi 4 anni e comprendendo circa il 20% della forza lavorativa cinese. Nel 1990 la proprietà delle imprese di municipalità e villaggi è stata conferita collettivamente a tutti gli abitanti del municipio o del villaggio interessato. Il potere di assumere o licenziare i direttori delle imprese fu conferito alle autorità locali, con la possibilità di demandare tale scelta a una struttura governativa. Anche la distribuzione dei profitti è stata sottoposta a normativa, introducendo l'obbligo del reinvestimento nell'impresa di più del 50% dei profitti per modernizzare e ingrandire gli impianti e per finanziare servizi e grafiche per i lavoratori, mentre la quasi totalità di quel che resta deve essere impiegata per infrastrutture agricole, miglioramenti tecnologici, servizi pubblici e investimenti di nuove imprese. Nel 2002 ammontavano a circa 100 milioni gli associati delle cooperative cinesi facenti parte dell'Alleanza Internazionale delle Cooperative, mentre nel 2003 le 94.711 cooperative cinesi (di tutti i generi e tipologie) contavano al loro interno la modica cifra di 1.193.000.000 di uomini e donne associati a vario titolo.

  10. Ti pensavo una vittima….!!!!sei un baro ……stanne certo …..se non si piega si spezza !!!!!!

Comments are closed.